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TITOLO ORIGINALE: "Le lac des morts vivants"
Paese: Francia, 1981
Regista: Jean Rollin
Interpreti: Howard Vernon, Pierre Escourrou,
Anouchka, Antonio Mayans (come Robert Foster)
TRAMA
Dal Lago Maledetto dei Maledetti risorgono i morti viventi,
seminando scompiglio e morte in un piccolo villaggio in Francia. Il lago
nasconde infatti un segreto: fu utilizzato come fossa comune per un gruppo di
soldati nazisti giustiziati dopo la fine della II Guerra Mondiale dalla
Resistance francese. Chi troverà la soluzione al problema? Quali segreti
nasconde la bambina figlia di uno dei soldati risorti?
RECENSIONE
Non si possono spendere poche parole per questo “Zombie Lake”,
diretto da Jean Rollin (“Killing Car” (1993), “La Nuit des horloges” (2007)), e
che vanta la partecipazione alla sceneggiatura del Maestro indiscusso degli
horror trucidi anni ’70 e ’80: Jesus Franco.
Non si possono spendere poche
parole perché stiamo parlando dell’apoteosi del ridicolo involontario: in questo
film non c’è niente (ed aiutatemi a dirlo, come è tradizione dire) che abbia il
minimo senso, tutto è affidato alla casualità degli eventi, alla mal
recitazione, e al cattivo gusto.
Sebbene un attore importante ci sia, Howard
Vernon (nei panni del
Sindaco), il cast si divide fra: carne da macello, ragazze
nude, e zombie che di “zombesco” hanno solo la faccia pitturata di verde. Non si
contano le sequenze che scadono inevitabilmente nel ridicolo. Abbiamo un
camioncino con scritto sopra “Basket girls” dal quale escono ragazze nude che si
mettono a giocare a Volley Ball (!!!); abbiamo uno zombie che, intenerito dalla
figlia, la protegge contro gli altri zombie; scene montate male nelle quali
vediamo scatti della macchina da presa; fuoco palesemente falso, ecc,ecc,ecc.
Per esempio all’inizio una ragazza viene uccisa da uno zombie. Il funerale della
ragazza consiste nel portarla, vestita come quando è stata uccisa, davanti alla
casa del Sindaco che esce e, sconfortato, fa di “no” con la testa. Subito dopo
entriamo nella casa del Sindaco (una specie di castello con i quadri sulle porte
ed una ciabatta per le prese elettriche enorme con i fili che vanno non si sa
dove) che dice al telefono:”Sono sicuramente stati degli zombie!”.
La soluzione
della faccenda come arriva? Non semplicemente visto che questa “cosa” (definirla
film è eccessivo) dura ben 90 minuti. Intanto il Sindaco si fa passare al
telefono “Spitz & Miran” due poliziotti (si! Avete capito bene, prende la
cornetta del telefono e se li fa passare contemporaneamente!), che poi arrivano
ma falliscono miseramente. Allora una giornalista trova un antico libro nel
quale è racchiuso il “segreto e la storia del Lago Maledetto dei Maledetti”, ed
intanto uno zombie entra nel bar del
paese ed inizia a sfasciare tavoli e sedie
senza uccidere nessuno, mentre i paesani fanno ancora “no” con la testa.
La
figlia di uno degli ex-soldati nazisti scopre (non si sa come) di avere poteri
paranormali e quindi di avere la possibilità di fare un rito magico con il quale
scongiurare il pericolo. Abbiamo quindi la già citata scena di lotta fra zombie
(una cosa noiosissima di quasi 5 minuti, credo, in cui questi due si spingono
con movimenti meccanici), ed un dialogo che da solo vale tutto il film. Riporto
il dialogo, non letteralmente per evidenti problemi di rigetto mentale:
Sindaco:”Ma allora lei ha la soluzione?”
Giornalista:”Si, dobbiamo usare il Sacro Fuoco Purificatore.”
Sindaco:”Che cosa è il Sacro Fuoco Purificatore?”
Giornalista:”Il napalm.”
Quindi viene data fuoco alla casa dove, anni prima, il soldato nazista
aveva
fatto l’amore con una donna (cosa che rivediamo in flashback con una noiosissima
scena di sesso che dura interminabili minuti) e gli zombie muoiono. Il paesino è
salvo.
Cosa dire quindi? Donne nude, dialoghi imbarazzanti, sequenze peggio,
trama inesistente, ridicolo involontario a iosa. Si, guardatelo, è ottimo se
siete ubriachi. Potrebbe risultarvi quasi un B-Movie dei peggiori. Senza alcool,
però, vi annoierete e basta, ridendo ogni tanto.
VOTO: 
mOrtician-mokeymokeyrulez
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