VIRUS - L'INFERNO DEI MORTI VIVENTI

 

 

Virus - L'inferno dei morti viventi

 

TITOLI ALTERNATIVI: "ZOMBIE-L'INFERNO DEI MORTI VIVENTI", "CANNIBAL VIRUS", "ZOMBIE CREEPING FLESH",

 "HELL OF THE LIVING DEAD"

 

Paese: Italia/Spagna, 1980

 

Regista: Bruno Mattei (Vincent Dawn)

 

Interpreti: Margit Evelyn Newton, Franco Giraldi,

 Selen Karay, Robert O'Neal, Gaby Renon,

Luis Fonoill, Cesare di Vito, Patrizia Costa,

 Bruno Boni, Piero Fumelli, Victor Israel,

Bernard Serey, Sergio Pislar, Esther Mesina,

Joaquin Blanco, Pep Ballenster

 

 

TRAMA

 

Un gruppo di scienziati sta lavorando su qualcosa di molto pericoloso, in una specie di centrale nucleare in Nuova Guinea, quando qualcosa va storto e una fuga di gas trasforma le persone in zombie affamati di carne umana.

Intanto, una squadra speciale, composta da alcuni soldati e due giornalisti si sta recando lì per capire cosa sta succedendo e sulla loro strada troveranno orde di morti viventi che cercheranno di divorarli.

 

RECENSIONE

 

"Virus - L'inferno dei morti viventi" è uno dei titoli cult per quanto riguarda il genere zombesco italiano, non certo per la sua bellezza ma per la sua enorme carica trash!

Bruno Mattei, qui firmato con lo pseudonimo Vincent Dawn, dirige questo film sceneggiato da Claudio Fragasso (un accoppiata vincente, basta dare un'occhiata alle filmografie dei due per rendersene conto!) con il chiaro intento di sfruttare l'onda del successo di "Zombi" di Romero e della versione italiana "Zombie 2" di Fulci, il tutto con pochi soldi, poche idee confuse e tante trovate davvero deliranti.

Infatti, se si esclude l'inizio, tutto il film è un continuo susseguirsi di scene e situazioni già viste ma che qui perdono il loro fascino per i motivi più disparati.

Gli zombie, innanzitutto, possono vantare uno dei peggiori trucchi della storia del genere, la maggior parte ha solo un po'di fard blu-verde, i più fortunati, invece, hanno anche qualche cicatrice, tutto qua; se aggiungiamo che i loro movimenti sono davvero ridicoli, oltre che lentissimi, ecco che è completato il quadro dei mostri tra i meno inquietanti di quel periodo.

La recitazione è a tratti davvero demenziale, tra tutti risulta indimenticabile il personaggio interpretato da Franco Garofalo, Santoro, uno dei militari che arriva per ben due volte a insultare gli zombie nelle maniere più fantasiose...imperdibile!

Anche la colonna sonora merita una menzione, perchè sa di già sentito...eccome! Mattei utilizzò parti degli score di "Zombi", "Buio Omega" e "Contamination", tutti e tre eseguiti dai Goblin, per fare la colonna sonora a questo: pare che fosse una prassi abbastanza frequente, anche se magari non del tutto legale, quella delle case discografiche che vendevano pezzi di gruppi sotto contratto per film minori.

 

La cosa peggiore, comunque, che rende questo film a suo modo affascinante è la sceneggiatura, talmente confusa e piena di buchi da esser quasi divertente.

C'è veramente di tutto, dai richiami al post-atomico (la centrale nucleare), alla protesta ambientalista (il virus creato dall'uomo per sterminare la popolazione locale ed evitare il sovraffollamento!), qualcosa del genere "cannibal movie" (la visita al villaggio di indigeni, per cui la bella giornalista non esita a presentarsi praticamente nuda, oppure gli zombie-cannibali), il tutto inframmezzato da parti di documentari sulla Nuova Guinea per aumentare il minutaggio del film e portarlo attorno ai 90 minuti.

Credo che abbiate capito, quindi, che tipo di film è "Virus - L'inferno dei morti viventi" e quale sia lo spirito giusto per guardarlo. E'davvero un prodotto povero di tutto, che però può soddisfare l'appassionato alla ricerca di effetti speciali splatter artigianali, qui ce n'è in gran quantità e, ovviamente, i patiti del trash!

A suo modo, il "capolavoro" di Bruno Mattei, purtroppo recentemente scomparso.

 

VOTO:

 

 

 

 

VALUTAZIONE DETTAGLIATA

 

 

- TRAMA

 

 

 

- REGIA

 

 

 

- ATTORI

 

 

 

- EFFETTI SPECIALI

 

 

 

- TRAILER

 

 

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