SAW IV

 

 

Saw IV

 

Paese: U.S.A., 2008

 

Regista: Darren Lynn Bousman

 

Interpreti: Tobin Bell, Lyriq Bent,

Scott Patterson, Costas Mandylor

 

 

TRAMA

 

Anche dopo la sua morte, l’enigmista John Cramer continua coi suoi giochi costringendo l’agente Rigg ad agire per lui. Il cerchio si sta chiudendo?
 

RECENSIONE

 

Eccoci di nuovo davanti ad un capitolo della saga “Saw”: il quarto. Non cambia molto. Se il primo film (2004) era stato innovativo e verrà ricordato come uno dei migliori horror/thriller della storia cinematografica più recente, gli altri fino a questo ultimo (?) capitolo non possono essere altro che definiti come “operazioni commerciali”. Lo splatter vende, la trama alla “Saw” anche, e questo è quanto. Bousman ha già annunciato che abbandonerà la saga per dedicarsi ad altro, ma questo non impedisce a nessuno di continuare a produrre capitoli di “Saw” all’infinito: funzionerebbero tutti, commercialmente. Perché il finale di questo film non lascia certo intendere un finale sicuro (anche se l’enigmista alla fine dirà “Game Over”).

“Saw IV” ha una trama uguale a quelle del secondo e del terzo capitolo: vengono presi personaggi dei passati film, si portano avanti le storie, si “arzigogola” un po’ il tutto, e via.

In effetti in questo film scopriamo che l'agente uccisa nel terzo capitolo è stata uccisa “da quattro giorni”; quindi c’è poca distanza cronologica fra il III capitolo e questo. Ci sono trappole ancora più assurde, ritmo ancora più concitato, scelte di regia divertenti (ma anche spesso ridondanti) che apparivano anche nel II e nel III capitolo.

Due cose sole differenziano “Saw IV” dai suoi due predecessori (escludendo il capostipite): una bella autopsia sul corpo di Cramer (Tobin Bell) mostrata nei minimi dettagli, ed il fatto che viene spiegata tutta la storia dell’enigmista, compreso il primo movente, quello che ha scatenato il tutto nella testa del serial killer.
Quindi tecnicamente il film non delude: è fatto con bei soldoni e si vede; la violenza è portata all’estremo e mostrata nei suoi minimi dettagli.

Ma si sa, mostrare tutto può anche annoiare, soprattutto per fan navigati dell’horror. Perché è qui che il film pecca: “Saw IV” è una bella operazione commerciale, l’horror da manuale che non appassionerà nessuno se non gli spettatori da “horror occasionale”. Paragonabile ad un “Pirati dei Caraibi” o ad un “Iron Man”, stesso stampo e stessa scelta dei produttori.

Certo, alcuni critici hanno mosso critiche esagerate dicendo che mostra pornografia della visione, che violenta lo sguardo dello spettatore con una violenza esagerata. Certo, questo film è un corollario splatter e poco più, ma da qui a parlare di violenza sulla vista o pornografia della visione ce ne vuole.

In un film d’azione i soldi sono usati per rappresentare al meglio esplosioni e scene esageratamente concitate; in un fantasy saranno invece utilizzati per realizzare effetti magici, draghi, e paesaggi. In questo film, che è un horror puro e duro, sono usati per rappresentare la violenza. Punto.

Piace ai non appassionati, ma gli appassionati del genere troveranno poco di cui essere soddisfatti dopo essere usciti dal cinema. Almeno speriamo che questa ormai stanca serie si fermi qui (ma il Dio Soldo forse non lo permetterà).

 

VOTO: 6

 

 

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