Continua la storia di Angela, oramai entrata completamente nel
mondo di Satana.
RECENSIONE
Spinto dalla curiosità dell’appassionato, decido di intraprendere
il secondo capitolo della saga di Valentine, nonostante la visione del primo mi
avesse fatto rimpiangere di aver speso tempo inutilmente.
Mi appresto a visionare la pellicola con la speranza di vedere qualcosa di
diverso e migliore rispetto al primo capitolo,
ma purtroppo dopo i primi minuti
comincio a capire che la solfa è sempre la solita. Se non altro c’è di buono che
le riprese sono decenti e la storia è minimamente più comprensibile grazie
all’ausilio dei sottotitoli. A parte questo, il resto è quanto detto nel primo
capitolo, scene di sangue e vomito a non finire, con un occhio mirato verso la
perversione sessuale.
La protagonista è sempre Ameara Lavey, c’è sempre il solito tizio che vomita
ininterrottamente, e poi due nuovi personaggi, denominati “The black angels of
hell”, ossia due gemelle assassine vestite di nero.
In questo secondo atto c’è più gore del precedente, ci sono molte scene che vi
faranno storcere il naso, tra cui una che è un omaggio ad una scena tagliata del
Salò di Pasolini, con la differenza di una tarantola al posto del topo.
Poi c’è anche una scena con senso morale, ovvero quando si compie un
parallelismo tra le banconote infilate nella bocca di Angela e un coltello
puntato nel palato di una povera malcapitata. Si coglie come una critica al
denaro, ma questa moralità non và oltre quella singola scena.
La pellicola ha una durata breve, addirittura minore del primo capitolo: 65
minuti. Questo contribuisce a rendere un po’ meno noiosa la visione del film,
anche se l’intento della pellicola è sempre quello di voler risultare shockante
ad ogni costo, risultando quindi meno shockante di quanto vorrebbe.
Durante la visione del film ho pensato che sarebbe stato meglio se mi fossi
fatto bastare il primo capitolo, visto che anche questo seguito non cambia quasi
niente a livello di struttura e svolgimento della trama.
ReGOREgitated Sacrifice è un'altra pellicola inutile, forse leggermente
superiore al precedente, anche se, in fin dei conti, la differenza è minima.
Regolatevi di conseguenza.