Una donna sola in casa, un telefono che squilla e un puzzle
complesso. Intorno a questi tre elementi ruota in pochissimo tempo un evento
drammatico, che affonda le sue radici nell'ambiente familiare.
RECENSIONE
"The puzzle" è il terzo cortometraggio di Davide Melini, giovane
regista romano che tra le altre cose ha partecipato come aiuto regista a niente
popò di meno che "La Terza Madre" di Dario Argento.
Questo suo ultimo lavoro è un efficacissimo thriller psicologico
di soli 5 minuti di durata ma carichi di tensione e di buoni spunti di regia.
L'inizio ricorda molto l'episodio "Il telefono" dal film di Mario
Bava "I tre volti della paura", che già ai suoi tempi aveva capito subito le
potenzialità orrorifiche di un telefono che squilla nelle ore tarde della sera e
quando si è soli in casa. Ci viene presentato subito il primo dei due
protagonisti del corto, una donna che pare piuttosto contrariata dalla
telefonata e che subito dopo si mette all'opera su un puzzle che sembra
impegnarla non poco. Qui inizia la parte più interessante, dove Davide dimostra
di avere due qualità: capacità tecniche non indifferenti e...un'ottima idea da
sfruttare per il finale!
Le luci vanno via e la protagonista accende una candela, creando
un'atmosfera opprimente e, ancora una volta, gotica che permette di evidenziare
i contrasti luce/ombra sul volto della donna. A seguire la risoluzione finale,
davvero notevole, che non vi voglio rivelare per non rovinarvi la sopresa!
Quello che ho apprezzato di più di questo lavoro è stata l'abilità
di coniugare un montaggio rapido e senza indugi con le musiche, calzanti e
adeguate, con una storia semplice ma raccontata benissimo tramite le immagini
(il corto è, infatti, privo di dialoghi, se si eccettua la brevissima
discussione iniziale al telefono).
Insomma, un corto da vedere e un giovane regista da tener
d'occhio, ora sono curioso di vederlo all'opera su un plot più articolato perchè
la tecnica c'è e le idee pure!