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TITOLI PER L'ESTERO: "POLICE NEED HELP",
"WHAT THY HAVE DONE TO YOUR DOUGHTERS"
Paese: Italia, 1974
Regista: Massimo Dallamano
Interpreti:
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Mario Adorf: ispettore Valentini
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Claudio Cassinelli: ispettore Silvestri
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Giovanna Ralli: sostituto procuratore Stori
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Franco Fabrizi: Bruno Paglia
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Sherry Buchanan: Silvia Polvesi
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Eleonora Morana: domestica di casa Polvesi
TRAMA
La quindicenne Silvia Polvesi viene trovata impiccata ad una
trave, completamente nuda. Quello che all'apparenza potrebbe sembrare un
suicidio si rivela, invece, il primo omicidio di una lunga serie, portata avanti
da un misterioso motociclista che uccide a colpi di mannaia. Dietro a tutto
questo si delinea una storia di prostituzione minorile...
RECENSIONE
Massimo Dallamano, già regista del bel "Che cosa avete fatto a
Solange?" (1972) e successivamente
dell'intrigante "Il medaglione
insanguinato" (1974), gira in questo stesso anno il suo secondo film che tratta
il tema dell'adolescenza femminile, anche qui minata nella sua innocenza dal
perverso mondo degli adulti; il film del '72, questo e il postumo "Enigma Rosso"
(da lui scritto ma non diretto perchè deceduto in un incidente stradale) sono
anche conosciuti come "la trilogia delle studentesse", proprio per le
protagoniste costanti delle pellicole.
In quest'occasione Dallamano opta per un crossover tra i due
generi che andavano per la maggiore in quel periodo, il thriller e il
poliziesco, creando di fatto quasi un unicum nella nostra filmografia.
I due generi sono talmente messi alla pari che il film è trattato
a volte con un uno e a volte con l'altro: la storia nasce assomigliando a quelle
dei thriller, tanto più che c'è un assassino seriale che va in giro con guanti
neri e che uccide con una mannaia, però lo svolgimento è affrontato dal punto di
vista della polizia che stavolta lavora seriamente (non come nei film di Argento
ad esempio...) e non mancano sparatorie e inseguimenti tipici del poliziesco
(che mi sembra sia stato il genere di lancio della pellicola, vuoi per
l'immagine nella locandina, vuoi per il trailer che faceva il paragone con "La
polizia ringrazia" e "La polizia sta a guardare", due polizieschi tout court)
insomma c'è n'è per tutti i gusti.
Il regista sembra davvero interessato a sviluppare tematiche
spinose che hanno a che fare con le giovanissime: se nel film del '72 lo spunto
erano gli aborti clandestini con tutto quello che ne conseguiva, qui il punto di
partenza è la prostituzione minorile che vede coinvolte normalissime ragazzine
finite in una rete pericolosa e bisogna dire che il tutto è gestito molto bene,
evitando facili cadute di stile o banalità.
Tra l'altro nel film si accenna anche ad un coinvolgimento di
personalità importanti, definite "intoccabili" e quindi al lato più nero della
società, cosa che accomuna il film più al genere poliziesco.
La storia scorre via bene, c'è un buon ritmo, le indagini sono
interessanti da seguire e i personaggi ben caratterizzati.
Dal punto di vista tecnico il film si difende bene. Dallamano ha
sempre dato prova di saper realizzare buone sequenze e anche qui non si
smentisce, sono da ricordare soprattutto alcune scene, come l'inseguimento del
killer in moto, l'agguato teso dallo stesso al procuratore Stori, il taglio di
una mano con una mannaia
ai danni di un poliziotto (davvero molto molto simile
alla celebre scena con Veronica Lario in "Tenebre" di Dario Argento, guardate la
foto qua a lato!) e il ritrovamento nel baule di una macchina di un cadavere fatto a pezzi,
che poi verrà "ricomposto" sotto i nostri occhi in obitorio (siamo sempre negli
anni '70, un tocco di exploitation non guasta mai...).
Più che discreta la prova degli attori, tra cui Claudio Cassinelli,
credibile nei panni del commissario Silvestri, Mario Adorf, vera icona di quel
periodo (tra i tanti suoi film, "Milano calibro 9", "La mala ordina" e più
recentemente "La caduta") e Giovanna Ralli, debuttante nel genere, che offre una
bella caratterizzazione del suo personaggio.
Da segnalare le musiche di Stelvio Cipriani, uno degli autori più
prolifici di quegli anni, che regala un'ottima colonna sonora, non troppo
invasiva ma d'effetto.
"La polizia chiede aiuto" è uno dei tanti film di genere che
popolano la nostra filmografia degli anni '70 e che sicuramente andrebbe
riscoperto perchè, pur non potendolo considerare un film di riferimento è ben
curato e offre anche qualche spunto di riflessione in più rispetto alla maggior
parte dei thriller e dei polizieschi di quel periodo. Tra l'altro, proprio
perchè mescola in egual misura questi due generi potrebbe risultare interessante
per i simpatizzanti dell'uno e dell'altro.
VOTO: 7
+JackSkeletron+
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