Parke, Joe, e Dan: tre amici che passano un tranquillo fine
settimana in montagna a sciare. Presi dalla voglia di fare un'ultima sciata
notturna, i tre convincono l'operatore della seggiovia a mandarli su per
l'ultima volta. Ma, per un disguido, i tre rimarranno bloccati sospesi per aria
e senza aiuto.
RECENSIONE
“Frozen” di Adam Green, già regista degli slasher/comici “Hatchet”
e “Hatchet 2”, è un film agghiacciante. Green dimostra di saperci veramente
fare, e tira fuori da una premessa tanto originale quanto pericolosa un film
pieno di tensione.
Lo spettatore verrà letteralmente catturato da quella
situazione così possibile anche nella vita reale eppure così incredibilmente
difficoltosa, e non riuscirà a staccare gli occhi dallo schermo fino alla fine.
Partiamo da un presupposto: cosa fa paura? Mostri? Fantasmi? Magia nera? Io
direi che, in un mondo ormai avvezzo ad orrori di ogni genere, per spaventare i
suoi spettatori il regista debba tornare alle paure primordiali, quelle che non
cesseranno mai di terrorizzare il genere umano. Infatti Green punta tutto sulla
gravità e sul freddo, in pratica
sull'eterna sfida tra uomo e natura. Si sta
male, ve lo garantisco. Il film ha un taglio molto particolare: girato tutto in
Utah, tra montagne innevate, gli attori (che offrono una prestazione niente
male) sono stati davvero sospesi per aria durante le riprese, e non è stato
nessun effetto speciale. Nonostante l'ambientazione sia maestosa e sconfinata,
il senso che si prova a guardare “Frozen” è la claustrofobia; tutto, infatti, è
legato a quella dannata seggiovia ferma, che intrappola i tre protagonisti in
una situazione disperata e senza via d'uscita.
La regia è talmente sapiente che
i colpi di scena vengono dosati ad intervalli perfetti, così da non rendere mai
noiosa la pellicola, e grazie a questo il film diventa talmente teso e godibile
che si fa perdonare anche alcune inesattezze (come ad esempio il fatto che dopo
la tormenta di neve l'unico seggiolone ghiacciato sembra essere quello dei tre
giovani). Una situazione tanto possibile quanto assurda, reazioni psicologiche
sapientemente gestite, e senso di paura costante. Cosa si può chiedere di più ad
un horror? Consigliatissimo!