IL BOIA SCARLATTO

 

 

Il boia scarlatto di Massimo Pupillo

 

TITOLI PER ESTERI: "BLOODY PIT OF HORROR",

"CRIMSON EXECUTIONER", "VIERGES POUR LE BOURREAU"

 

Paese: Italia, 1966

 

Regista: Massimo Pupillo

 

Interpreti: Michey Hargitay, Walter Brandi,

Luisa Baratto, Rita Klein, Alfredo Rizzo

 

 

TRAMA

 

Una troupe a servizio di un navigato editore, Parks, si reca in un antico castello per scattare delle foto. Nonostante l'apparente abbandono, la dimora è abitata da un ex attore, Travis Anderson che, dopo un iniziale rifiuto, accetta di prestare i locali per il servizio fotografico.

Dopo poco, però, cominciano le morti. Potrebbe essere colpa del terribile Boia Scarlatto, ucciso proprio in quel castello?

 

RECENSIONE

 

"Il boia scarlatto" è sicuramente uno dei titoli più cult della filmografia orrorifica degli anni '60, tanto che anche Marco Giusti ha scelto per la sigla del suo programma "Stracult" diverse immagini tratte da questo film.

Tutta questa fama tra i cultori del genere è sicuramente meritata, poichè il personaggio portato sullo schermo da Massimo Pupillo, nome interessante dell'horror italico (suoi "5 tombe per un medium" e "La vendetta di Lady Morgan") è destinato a rimanere impresso!

Sfruttando il momento d'oro del cinema italiano e il buon successo di fumetti "neri" quali Diabolik, Kriminal o Satanik, che proponevano protagonisti mascherati, Pupillo mescola gotico e fumetto con il risultato del Boia Scarlatto, un antieroe mascherato e palestrato (l'interprete, Mickey Hargitay, spentosi nel 2006, aveva interpretato anche dei peplum) che monopolizza la scena col suo campionario di efferatezze e crudeltà. La stanza delle torture è un ottimo esempio di come mescolare gotico (qualcosa di simile si era visto in "La vergine di Norimberga" di Margheriti, dell'anno prima), sadismo ed erotismo, il tutto ovviamente senza mostrare troppo, era già ardita come scelta di per sè!

Guardando questo film quarant'anni dopo ci si rende conto di quanto sia stato influente sulle successive generazioni di film horror: di fatto, anche se l'ambientazione è quella del gotico italiano, "Il boia scarlatto" è uno dei primi slasher insieme a "Reazione a catena" di Mario Bava, nè più nè meno, come pure è un parente lontano dei moderni "Saw" e "Hostel". Certo, il tasso di violenza mostrato non è paragonabile, ma le intenzioni ci sono tutte! Il boia scarlatto vuole veder soffrire le sue vittime, non ucciderle semplicemente e in più, come l'assassino di "Saw" ha manie di grandezza ed è convinto di essere un giudice in Terra del bene e del male.

Quindi, mi pare chiaro da quanto detto fin'ora, che il personaggio del film sia molto interessante e meriti di essere ricordato, ma il film?

Decisamente meno, a mio avviso.

Il fatto è che è talmente evidente che l'interesse del regista sia stato quello di mettere in mostra le torture del boia scarlatto, senza dare troppo peso al resto.

La storia è davvero elementare e cade più volte nella commedia, neanche lo humor alla Mario Bava, proprio commedia. I locali del castello non incutono la minima paura e alcuni momenti sono da antologia trash, come l'interminabile servizio fotografico oppure la scena del ragno che attacca la fanciulla (che ritroveremo molto simile nel mediocre "Nuda per satana" di qualche anno dopo), che ha modo di mettere in mostra tutta la povertà dei trucchi.

Anche gli attori non lasciano il minimo segno, anche se c'è da segnalare la presenza del mitico Walter Brandi, il "Christopher Lee nostrano", interprete di alcuni film tra cui "La strage dei vampiri".

Insomma, è un film con due anime, da una parte un protagonista carismatico da ricordare e dall'altra un contorno che non regge. Considerandolo nella sua globalità non lo reputo sufficiente ma questa è una valutazione che verrà facilmente bypassata, chiunque sia appassionato di cinema pulp che più pulp non si può si sarà già fiondato a cercarlo!

 

VOTO:

 

 

 

 

VALUTAZIONE DETTAGLIATA

 

 

- TRAMA

 

 

 

- REGIA

 

 

 

- ATTORI

 

 

 

- EFFETTI SPECIALI

 

 

 

- TRAILER

 

 

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